È tramite il mondo sommerso della “blogosfera” dei giovani studenti birmani, unico vero canale di testimonianze in tempo reale, che siamo venuti a conoscenza degli orribili misfatti perpetrati dalla giunta militare al governo in questo Paese contro monaci buddisti, dissidenti e semplici cittadini. I blogger hanno avuto il coraggio di sfidare la censura di un regime al potere da oltre 40 anni con l’ausilio di blog, video ed e-mail. Esiste una produzione video di qualità spesso amatoriale (che ha il suo sbocco naturale su YouTube) realizzata con cellulari e piccole videocamere portatili. Ma è un’attività molto pericolosa: le autorità stanno infatti perquisendo abitazioni e arrestando centinaia di attivisti, nel tentativo di chiudere i blog, bloccare internet e le rare connessioni ad alta velocità. Recentemente sono stati arrestati due giovani blogger, Ma Thin July Kyaw e Nay Phone Latt, che versa in gravi condizioni di salute in carcere.
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