
Il fenomeno dei bambini soldato è purtroppo molto diffuso e si innesta in contesti dove, in nome del potere, si schiacciano i fondamentali diritti umani. Nel febbraio 2007, si è tenuta a Parigi una conferenza internazionale sul tema “Liberiamo i bambini dalla guerra”. Al termine della conferenza, i rappresentanti dei 58 Stati partecipanti (tra cui molti di quelli in cui il numero dei bambini soldato è particolarmente alto) si sono impegnati a porre fine, in tutto il mondo, all’arruolamento illegale e all’utilizzo di bambini da parte di forze o gruppi armati. Ma dietro le belle parole e le buone “intenzioni”, risulta chiaro che ancora troppi minori dovranno morire in perversi giochi di guerra. L’unico risultato concreto della conferenza è stata la redazione dei “Principi di Parigi”, una serie di regole e linee guida per la protezione dei minori dall’arruolamento e la loro riabilitazione fisica e psicologica. In essi i “bambini soldato” vengono definiti: “minori facenti parte di qualsiasi tipo di forza armata regolare o irregolare, con qualsiasi funzione, comprese quelle di cuoco, facchino, messaggero e tutti i bambini che accompagnano tali gruppi al di fuori delle loro famiglie”. Rientrano nella definizione anche i bambini e le bambine reclutate forzatamente per motivi sessuali e/o per matrimoni forzati.
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