
Il regime dittatoriale dei generali birmani non riesce a sopportare neanche il sussurro di una voce di libertà. Nel settembre 2007, durante la sanguinosa repressione delle manifestazioni di protesta guidate dai pacifici monaci buddisti, la mannaia del potere non ha risparmiato neanche gli attori.
Il 25 settembre Par Par Lay, leader della famosa compagnia teatrale “Moustache Brothers” (che mette alla berlina il regime militare attraverso feroci parodie della vita in Birmania) è stato prelevato dalla sua abitazione e portato via dalla polizia in piena notte. Ha passato più di un mese in carcere.
La storiella che ha causato l’ennesimo arresto dell’attore è un’ironica e lucida rappresentazione della realtà: “U Par Par Lay va in India a farsi curare un dente. Il dentista si chiede come mai il Birmano sia venuto fino in India e gli domanda: ‘Non avete dentisti in Birmania?’ ‘Oh sì, ci sono dottore’ dice il Sig. Par Par Lay. ‘Ma in Myanmar, non possiamo aprire la bocca’”.
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