Un raccapricciante gioco di prestigio et voilà: i beni di prima necessità inviati in Birmania come aiuti umanitari si trasformano in denaro sonante nelle tasche del famigerato esercito birmano.
Le milizie governative hanno infatti sequestrato candele, pasta secca, sacchi di grano e riso con l’emblema delle organizzazioni umanitarie vendendoli poi nei mercati di Rangoon. La sconvolgente notizia, denunciata da “El Mundo” il 22.5.2008, rivela la destinazione finale di gran parte degli aiuti internazionali che dovrebbero sfamare la popolazione: “vengono sottratti dall’esercito filogovernativo per essere successivamente rivenduti nei mercati dell’antica capitale […]. Il riso straniero è più caro perché è fresco e non
continua…
http://www.4burma.org/contStd.asp?lang=it&idPag=440
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Ciao, ti segnalo questo
1972.splinder.com
Se ne occupa da mesi.
Spes
la notizia di cui sopra merita il più grande risalto, anche se, come al solito, non dice mai che il governo, la milizia, l’esercito birmano sono comunisti