Gli sponsor delle Olimpiadi cominciano a preoccuparsi

lenovo torch

Quest’anno, vogliamo dirlo, le Olimpiadi potrebbero essere un disastro. Oramai si sono create le basi perché queste Olimpiadi osteggiate da una larga parte delle opinioni pubbliche del mondo, possano risolversi in un flop.  Da parte della Cina abbiamo un atteggiamento insofferente alle critiche che provengono dalle organizzazioni umanitarie e dai governi democratici e che sta manipolando specialmente all’interno la sua opinione pubblica spingendola verso i temi del nazionalismo e dell’orgoglio patriottico. Dall’altra parte, assistiamo al comportamento “morbido” dei governi occidentali che inerti ed incapaci cercano comunque di trovare un modo efficace per spingere i governanti cinesi ad accogliere, se non altro, le richieste per un atteggiamento più rispettoso verso i diritti umani.

Tra questi due poli, gli sponsors cominciano a guardare preoccupati ciò che sta avvenendo, ma per il momento mantengono un atteggiamento defilato, in fondo vanno in Cina per fare soldi, non certo per occuparsi di diritti umani, o altro. Ma a Parigi, durante le contestazioni che hanno portato a spegnere la torcia olimpica, ci sono state le prime avvisaglie di ciò che potrebbe avvenire in futuro, e cioè una massiccia contestazione agli sponsors olimpici, se non persino un boicottaggio dei medesimi. Le immagini degli sponsors delle Olimpiadi: Lenovo e Samsung e Coca Cola sono state contestate alla pari del simbolo della fiaccola olimpica. E ai dirigenti di queste importanti aziende non è restato altro che fare buon viso a cattivo gioco e rifugiarsi dietro dichiarazioni generiche e sfuggenti.

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