
I tragici eventi in Tibet dovrebbero far aprire gli occhi e rendere chiaro a tutti cosa potrebbe succedere se Taiwan venisse “inglobato” dalla Cina e divenisse una sua provincia di fatto.Entrambi i candidati alle elezioni presidenziali di sabato 22 marzo,stanno riconsiderando le loro posizioni verso Pechino mano a mano che nuove notizie e dettagli emergono dal Tibet occupato. Sembra che questo stia per divenire, a pochi giorni ormai dalle elezioni, un argomento dal peso imprevedibile.
http://www.iht.com/articles/ap/2008/03/17/asia/AS-POL-Taiwan-Tibet.php
Sabato 22 marzo si voterà per le presidenziali, e nello stesso giorno si terranno i referendum, voluti fortemente dal partito indipendentista (DPP), per chiedere alla popolazione di esprimersi sulla richiesta di ritorno di Taiwan nelle Nazioni Unite. L’esito dei referendum tiene in apprensione il governo cinese perché potrebbe preludere ad una dichiarazione d’indipendenza del “suo territorio”. Secondo una legge approvata nel 2005, la Cina sarebbe obbligata ad intraprendere qualunque azione, compreso l’uso della forza, se Taiwan ricercasse “un’indipendenza formale”. Alla Cina questo referendum del 22 marzo interessa molto di più delle elezioni che hanno visto trionfare il Kuomintang (KTM) a gennaio, nonostante la vittoria elettorale dei nazionalisti dia apparentemente più spazio al dialogo.
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