
Che cosa succederà realmente da qui all’inizio delle Olimpiadi ? Nel 2001 la Cina otteneva l’assegnazione dei giochi olimpici, ma quel periodo sembra ormai essere ad anni luce di distanza, e nel frattempo diverse avvenimenti hanno cambiato il panorama di geopolitica mondiale. Queste Olimpiadi sembrano costituire una occasione irripetibile per un esercizio sui diritti umani da parte dei mass media sotto la spinta delle opinioni pubbliche e delle varie associazioni che si occupano di questi temi così cari in Occidente. Sembra che possa nascere un ripensamento nei rapporti che riguardano la prassi e la politica delle democrazie nei confronti di dittature che eludono e sistematicamente violano i diritti fondamentali scritti perfino nelle proprie costituzioni. Il Governo cinese sarà messo duramente alla prova dalle “Mille punture di spillo” che sembrano arrivare dall’occidente sotto forma di critiche, neanche troppo velate. Il governo sembra mancare della elasticità e dell’intelligenza di gestire rapporti di comunicazione con i mass media, ciò che nelle democrazie già affermate rappresenta un esercizio quotidiano. Il Darfur, il Tibet, la Birmania, Taiwan, i Falung Gong, la pena di morte, sono tutti argomenti che potrebbero far esplodere delle proteste e innestare un effetto-valanga che potrebbe mettere in crisi la più grande dittatura della terra. La Cina “apre” per la prima volta le porte alla più grande manifestazione planetaria, i giochi Olimpici, ma la sua scarsa attitudine alla trasparenza e i farraginosi rapporti di comunicazione all’interno della sua amministrazione la esporranno ad attacchi da parte della stampa mondiale, e sarà molto difficile mantenere la calma sotto i riflettori delle opinioni pubbliche di tutto il mondo.
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